Turismo - Comune di Gropparello (PC)

Vivere il territorio | Turismo - Comune di Gropparello (PC)

GLI ITINERARI

L'interesse primario dell'itinerario che viene qui suggerito è indubbiamente di carattere paesaggistico: le strade da percorrere rappresentano un lungo belvedere che consente di ammirare da una posizione privilegiata le valli laterali e l'intera pianura. Consigliabile senz'altro quindi affrontare questo percorso in una giornata limpida e provvisti di macchina fotografica. Tutto il paesaggio sino ai 600 metri di altitudine è "modellato" da un'attività costante di organizzazione del territorio iniziata addirittura in epoca romana: le partiture dei campi ed i vigneti che risalgono le colline sono dominate dai numerosi nuclei agricoli di origine feudale, posizionati generalmente seguendo le linee di crinale dove il suolo è più stabile, molti dei quali sono ancora costituiti da antichi edifici in pietra. L'itinerario è inoltre nobilitato da una serie di rocche, anch'esse ricordo di una millenaria storia feudale, in alcuni casi rimaste fedeli alle forme originarie, in altri trasformate in palazzi per seguire più pacifiche esigenze residenziali.

Provenendo da Piacenza si procede in direzione S. Giorgio-Carpaneto; appena prima di giungere a Carpaneto si svolta a destra in direzione Gropparello, toccando la località di Celleri, dove alla pianura cominciano a sostituirsi le prime colline. Volendo effettuare una breve digressione dall'itinerario principale è possibile svoltare a sinistra presso Celleri e dirigersi a Tavasca, dove si trova il locale castello appartenuto alla famiglia Pallastrelli ed attualmente trasformato in residenza privata: il fortilizio ha perso nel tempo molte delle sue caratteristiche militari ed ha acquisito i tratti del palazzo gentilizio, come testimonia il doppio loggiato che affaccia sul cortile interno.

Ritornati sull'itinerario principale da Celleri si giunge a Sariano (l'antica "Satrianus" della Tabula Veleiate), dove esiste un fortilizio, restaurato ed adattato ad usi residenziali, appartenuto anch'esso per centinaia di anni (le prime notizie a riguardo risalgono al 1371) alla famiglia Pallastrelli; l'edificio attualmente visibile venne costruito attorno all'antica torre poi inglobata nella nuova struttura ed ha l'aspetto di un palazzo nobiliare che tradisce in alcuni aspetti le sue lontane origini militari. I Pallastrelli, appartenenti ad una storica famiglia di fazione guelfa, hanno segnato per centinaia di anni le sorti della Val Vezzeno ed in particolare dei due vicini centri di origine romana Celleri e Sariano. Sempre a Sariano si trova un altro fortilizio detto "Torre Gragnana", risalente al 1554 il cui progetto è forse da attribuire al famoso architetto Jacopo Barozzi da Vignola, che in quegli anni era alle prese con il Palazzo Farnese di Piacenza. Da menzionare sono anche le due chiese del paese, quella settecentesca di S. Severo e quella ben più antica dedicata a S. Maria, detta la "Chiesuola", la cui fondazione risale a prima dell'anno 1000; quest'ultimo edificio, più volte rimaneggiato, conserva comunque un'abside del secolo XII.

Superato Sariano si continua a salire e si giunge a Gropparello, dove è consigliabile una sosta presso il castello, oggi di proprietà privata ma comunque visitabile, che sorge a breve distanza dal paese. Esso rappresenta una delle fortificazioni più imponenti e meglio conservate di tutta la Provincia di Piacenza: è costituito da un corpo a forma di quadrilatero innalzato sopra uno sperone di serpentino rosso a picco sul sottostante torrente Vezzeno. La pianta irregolare della rocca si adatta alle asperità dello sperone roccioso sulla quale è costruita: l'accesso principale, dotato di un torrione d'ingresso con ponte levatoio e, è anche l'unico ingresso al castello dal momento che tutti gli altri lati sono a strapiombo. L'intero castello è provvisto di una duplice cortina muraria ed è dominato da un imponente mastio, o "dongione" in parte ribassato nel corso dell'Ottocento. Il profilo severo del fortilizio (interamente costruito in pietra locale) con la cortina merlata che lo circonda ed il poderoso dongione accentuano il senso di imponenza già garantito dalla spettacolarità della sua collocazione.

Nel secolare parco che circonda il castello, denominato "Parco delle Fiabe", si è cercato di ricreare l'atmosfera del Medioevo "magico", popolato da orchi, folletti e fate: i piccoli visitatori, nominati cavalieri del castello, hanno la possibilità di addentrarsi in questo parco proprio come in una fiaba, incontrando realmente questi personaggi di fantasia. Periodicamente durante la stagione di apertura si tengono anche feste e rievocazioni storiche in costume. Come ogni castello che si rispetti anche quello di Gropparello possiede il suo fantasma che si presenta nelle notti tempestose:la leggenda racconta che nel secolo XIII Petrone da Cagnano, signore della rocca, fece murare viva per vendetta nelle segrete del castello la moglie Rosania Fulgosio, colpevole di averlo tradito con Lancillotto Bracciforte, capitano dell'esercito Pallavicino.

Nel cuore del capoluogo si trova la neogotica chiesa parrocchiale, risalente agli anni Venti, edificata in seguito alla definitiva rovina dell'antichissima pieve di S. Maria Assunta in Cagnano, che sorgeva su di un poggio nelle vicinanze dell'abitato ed aveva origini altomedievali. Verso la fine dell'Ottocento si giudicò irrecuperabile la chiesa vecchia e venne decisa la costruzione in paese di un nuovo tempio, nel quale, successivamente, furono trasferiti tutti gli arredi e le opere d'arte provenienti dalla pieve.

Lasciato il castello si esce dal paese e si procede in direzione Castellana - Groppovisdomo. Questa parte dell'itinerario copre la parte più propriamente montana del territorio e comprende numerosi tratti panoramici alternati a fitti boschi. Dopo pochi chilometri a fianco della carreggiata si incontra una grande roccia di forma vagamente antropomorfa: secondo una leggenda locale in questa roccia è racchiuso il diavolo "Piplòn", innamorato della bella Gesandra. Il diavolo, travestito da cavaliere, si presentò a frate Gesualdo affinché intercedesse presso la ragazza, ma Gesualdo, accortosi del travestimento, gli chiese una settimana di tempo per riflettere;nel frattempo scolpì la propria immagine in una vicina roccia e, quando al termine dei sette giorni il diavolo si ripresentò, gli disse che Gesandra lo avrebbe sposato se lui fosse rimasto fermo immobile in quel luogo per sette anni, sette mesi e sette giorni. Il diavolo acconsentì alla proposta: con il passare del tempo "Piplòn" iniziò a ricoprirsi di polvere, ma non poteva muoversi perché di sfuggita vedeva dietro di se il volto di Gesualdo che lo sorvegliava continuamente, senza accorgersi che si trattava di un'immagine scolpita. Passarono gli anni e la polvere che lo ricopriva divenne pietra imprigionando per sempre l'ingenuo diavolo.Superato l'abitato di Castellana è possibile svoltare a sinistra e compiere una breve deviazione per visitare gli scavi di Veleia, posti sul versante opposto della vallata a pochi minuti di automobile.

Ritornando al nostro itinerario, raggiunto Groppovisdomo si ricomincia a scendere verso la località di Montechino che si raggiunge in pochi minuti. Qui è possibile ammirare da lontano la poderosa mole del castello, una fortezza rettangolare in sasso con torrioni angolari di forma quadrata ancora in ottimo stato di conservazione, inserita nel gradevole paesaggio della vallata circostante; il fortilizio è tuttavia di proprietà privata e non si può visitare. Il feudo di Montechino è sempre appartenuto, per ragioni storiche e politiche, alla Val Nure: legato per secoli alla famiglia Nicelli, fece parte della "Magnifica Università di Val Nure", l'organismo istituzionale che per numerosi anni amministrò la vallata con ampia autonomia. La chiesa di Montechino, di fondazione probabilmente anteriore al Cinquecento, venne originariamente edificata forse con funzione di cappella privata per i signori del castello.

Nelle vicinanze del castello di Montechino è situato l'antico nucleo agricolo di Valesso, dove si trovano una bella torre uccellaia ed un isolato oratorio campestre.

Proseguendo verso valle si incontra Gusano, abitato di origini latine, nei pressi del quale si trova il Castello dei Rossi, o Rocca dei Gruppetti, un isolato complesso di origine castrense situato su di un'altura ed attualmente adattato a privata residenza. Superato Gusano si svolta a sinistra seguendo le indicazioni per Veggiola; nei pressi di questa località si trova un'antica fortezza guelfa che si distinse nel secolo XIV nella lotta contro i Visconti e che, restaurata quanto più possibile nelle linee originarie, è attualmente adibita a scopo residenziale.

Salendo da Gropparello per Castellana e proseguendo in direzione di Veleja Romana si trova, svoltando a sinistra in località Magnani, la fattoria di “Tina”, l’azienda agricola di centenaria tradizione ha rinnovato i suoi interessi rivolgendosi ad allevamenti alternativi quale lo struzzo. L’azienda si trova quindi ad una decina di minuti d’auto da Gropparello e a pochi minuti da Veleja, è condotta da Tina e si rivolge a coloro che desiderano passare alcune ore immersi nella natura della Valchero, di fronte allo straordinario panorama del monte Moria e del Parco provinciale.

La fattoria di Tina fa inoltre parte del circuito di fattorie didattiche dell’Emilia Romagna ed accoglie scolaresche che desiderano trascorrere una giornata nel fantastico mondo contadino, fra animali da cortile da accudire ed alimentare.  Nello spaccio della nostra fattoria potrete trovare inoltre prodotti dell’allevamento e dell’agricoltura.

Superato il ponte sul Riglio si entra in Comune di S. Giorgio Piacentino; da qui si scende ritornando sulla strada per Piacenza dopo aver incontrato altri interessanti edifici storici come quelli di Ronco, Corneliano e Viustino.

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